Nonostante lo spettro della mancata qualificazione in Champions League metta a serio rischio una fetta consistente dei ricavi per la prossima stagione, le linee guida che arrivano dalla Continassa sono chiare: la Juventus farà tutto il necessario sul mercato per rinforzare la rosa. A garantire lo spazio di manovra economico per la prossima estate è il profondo percorso di risanamento aziendale avviato negli ultimi anni, che mette il club al riparo da brutte sorprese sul fronte dei controlli finanziari. Ma servirà estrema cautela e grande equilibrio poiché, da un altro fronte, c’è un’altra partita in corso: quella di un settlement agreement definitivo con la UEFA.
Accordo Juventus-UEFA: cosa accadrà nel prossimo triennio
L’intesa tra la Juventus e l’organismo di Nyon servirà, come annunciato da La Gazzetta dello Sport di oggi, a sanare le perdite pregresse accumulate nei bilanci passati, mettendosi definitivamente alle spalle i periodi più bui della gestione societaria. I dettagli dell’accordo prevedono due passaggi chiave:
- La sanzione pecuniaria: il club bianconero riceverà e pagherà una multa di alcuni milioni di euro concordata direttamente con le istituzioni europee.
- Il percorso di rientro: verrà formalizzato un piano di riassorbimento del deficit strutturale nell’arco di 3-4 anni. Un cammino che la Juventus ha in realtà già ampiamente iniziato “facendo i compiti a casa” in anticipo tramite il drastico taglio delle spese negli ultimi esercizi.
I parametri della UEFA legati alla football earnings rule (che impone un tetto massimo di perdite pari a 60 milioni di euro in un triennio) non spaventano i dirigenti, proprio grazie alla ratifica imminente di questo accordo transattivo.
L’aspetto più rassicurante per i tifosi in vista della sessione estiva di calciomercato riguarda i vincoli per la stagione 2026-27. Trattandosi della prima annata all’interno del nuovo ciclo di controlli, i paletti imposti dalla UEFA saranno decisamente più morbidi. La Juventus rispetta già pienamente i parametri sullo squad cost ratio e sul costo del lavoro allargato, che regolano il rapporto tra il fatturato lordo e le spese complessive per la squadra (tra stipendi, quote di ammortamento e commissioni agli agenti).
La macchina del risanamento interno, d’altronde, sta correndo veloce. Il trend dei risultati d’esercizio mostra una netta inversione di tendenza: dalle perdite monstre di 239 milioni del 2021-22 si è passati ai -199 milioni del 2023-24 (anno senza coppe), fino a scendere al disavanzo contenuto di 58 milioni nel 2024-25.
UEFA, bilanci Juve già migliorano: i dati recenti
Dunque negli ultimi quattro anni le spese fisse sono state abbattute di circa 150 milioni complessivi e, solo nei primi sei mesi del 2025-26, il monte ingaggi è sceso di altri 10 milioni. Grazie alle scadenze contrattuali strategiche e alla politica dei rinnovi mirati con la spalmatura degli ammortamenti, la stagione 2026-27 partirà con un risparmio strutturale automatico di 20-30 milioni di euro.
L’unico vero dazio da pagare all’assenza dal palcoscenico europeo principale sarà una contrazione dei ricavi stimata attorno ai 55-60 milioni di euro. Una forbice che la Continassa conta di assorbire parzialmente attraverso l’ottimizzazione dei posti premium all’Allianz Stadium e l’ingresso di nuovi sponsor, ma che richiederà un inevitabile sforzo sul mercato in uscita.
Per mantenere gli investimenti in entrata senza sforare l’autodisciplina finanziaria, la Juventus dovrà spingere sul player trading: l’obiettivo per la sessione estiva sarà quello di toccare una quota vicina ai 100 milioni di euro di proventi da cessioni, alzando l’asticella rispetto alla media di 60 milioni registrata negli ultimi anni.
La firma del settlement agreement di luglio, in ogni caso, eviterà alla Juventus di cadere in una spirale negativa di rigore economico forzato. I bianconeri avranno le carte in regola e la necessaria libertà d’azione per assecondare le ambizioni sul campo di Luciano Spalletti, puntellando la rosa senza compromettere la competitività sportiva del club.