Confermato l’accordo UEFA: quanto verserà la Juve e limitazioni 

La certezza formale è arrivata, confermando in toto gli scenari della vigilia: la Juventus ha siglato in via ufficiale un nuovo settlement agreement con gli organi di controllo della UEFA. La ratifica di questo patto transattivo si è resa inevitabile dopo che i bilanci del club torinese hanno evidenziato uno sforamento marcato rispetto ai parametri della stabilità finanziaria, nello specifico la normativa nota come football earnings rule, che pone a 60 milioni di euro la soglia massima di perdite consentite nell’arco di un triennio.

L’impatto economico complessivo calcolato nel triennio di monitoraggio (compreso tra le stagioni 2022-23 e 2024-25) ha infatti registrato un disavanzo aggregato monstre pari a 381 milioni di euro. Una cifra pesantissima su cui ha inciso in maniera determinante il profondo rosso dell’esercizio 2023-24 (chiuso in perdita di 199 milioni), annata pesantemente condizionata dall’estromissione coatta dalle manifestazioni calcistiche continentali.

Accordo Juventus-UEFA: esborso bianconero e limiti

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I termini dell’intesa raggiunta con Nyon delineano un percorso sanzionatorio chiaro, che si articola sia sul piano prettamente monetario sia su quello delle restrizioni sul campo. Sotto il primo aspetto, la Juventus sarà tenuta a corrispondere una sanzione pecuniaria fissa e incondizionata di 6 milioni di euro. Questo esborso non graverà nell’immediato, ma verrà ufficialmente iscritto a bilancio all’interno della voce conto economico relativa alla stagione 2025-26 come illustra La Gazzetta dello Sport di oggi.

Per quanto concerne invece il versante delle limitazioni sportive, il club dovrà sottostare a regole ferree in vista della prossima campagna europea. La restrizione principale riguarderà la composizione dell’organico da presentare in estate per la partecipazione all’Europa League. I dirigenti bianconeri avranno l’obbligo tassativo di depositare entro il mese di agosto un elenco calciatori il cui valore complessivo risulti inferiore – anche solo di un singolo euro – rispetto a quello della lista presentata nel mese di febbraio dello scorso anno. All’interno di questo calcolo comparativo dovranno essere rigorosamente conteggiati:

  • I salari lordi dei calciatori;
  • Le quote annuali di ammortamento dei cartellini;
  • Tutti gli oneri accessori collegati alla gestione della rosa.

Ulteriori sanzioni per la Juventus

Carnevali
Carnevali dovrà gestire anche il discorso UEFA

La validità temporale del piano di rientro concordato si svilupperà su un arco cronologico di tre anni, blindando le strategie di pianificazione societaria fino all’esercizio che si concluderà nel 2027-28. La stabilità definitiva e il pieno allineamento alle regole UEFA andranno certificati entro l’annata sportiva 2028-29. Si tratta di un percorso a tappe forzate che prevede il monitoraggio costante di obiettivi intermedi. Se la società torinese dovesse fallire il rispetto di tali parametri, la UEFA applicherà una seconda ondata di provvedimenti ben più severi, che includono ulteriori penalità economiche fino a un massimo di 14 milioni di euro, oltre a nuove e pesanti sanzioni sul piano della partecipazione alle coppe.

Dalla Continassa, tuttavia, filtra totale ottimismo: la dirigenza confida di possedere ampi margini di sicurezza per rispettare le scadenze e non esclude persino la possibilità di richiedere un’uscita anticipata dall’accordo transattivo qualora il risanamento procedesse più spedito del previsto. Nonostante i paletti imposti da Nyon, i vertici societari assicurano che i blocchi alla lista europea non mineranno la competitività sul mercato. Una grossa spinta in termini di alleggerimento è giunta dalla naturale conclusione del contratto di Dusan Vlahovic, un addio che da solo elimina circa 40 milioni di euro di costi annui complessivi dall’economia societaria. La strategia complessiva delineata dall’amministratore delegato Giovanni Carnevali prevede una contrazione generale dei costi per l’annata 2026-27 stimata tra il 5% e il 10% rispetto ai parametri correnti.

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I flussi finanziari necessari a sostenere i nuovi acquisti e a compensare i mancati ricavi della massima competizione europea arriveranno da un massiccio piano di player trading, con l’obiettivo dichiarato di incassare ben 100 milioni di euro di profitti. Per farlo, Carnevali intende monetizzare i cartellini di quegli elementi che godono di un valore reale di mercato nettamente superiore rispetto al loro peso residuo a bilancio.

Escluso dall’elenco dei sacrificabili il solo Kenan Yildiz, i principali indiziati a generare cassa sono profili di spessore come Khephren Thuram, Andrea Cambiaso, Pierre Kalulu, Federico Gatti e Fabio Miretti. Il nuovo dogma operativo della Juventus è ormai tracciato: investimenti estremamente mirati, concentrando le risorse finanziarie solo dove strettamente indispensabile e tagliando le spese superflue negli altri reparti.