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Gigi Buffon ha parlato dopo la vittoria contro il Bayer Leverkusen, commentando anche il possibile sorteggio. Mercoledì è tornato a parare in Champions League tra i pali della Juve, dopo che l’ultima volta era uscito piuttosto infuriato e per un cartellino rosso. A Tuttosport ha dichiarato: “Il Real Madrid subito agli ottavi? Beh, insomma, in questi casi ci si mette un po’ nelle mani della dea… sbandata, perché delle volte non è bendata, ma è sbandata. E quindi vediamo un po’ cosa esce. Chiaramente incontrare il Real Madrid è sempre un piacere perché il rispetto che nutro e che nutriamo nei confronti della storia del Real e dei suoi giocatori è enorme e, al di là di come è poi finita l’ultima volta a Madrid, ripenso in maniera positiva a quella partita perché era stata un esempio di determinazione e forza. Quindi, nel caso, si reincontrerebbero due squadre fantastiche”. 
 
ATALANTA MANIA – «Io ogni tanto mi messaggio con Gasperini, da un po’ di tempo, da qualche anno. E alla fine della terza partita del girone, gli ho detto: “Gasper”, voi ce la potete fare, voi siete una squadra che può vincere contro tutti, contro chiunque. Se vi vanno bene due risultati fra le altre che si incontrano, voi ce la potete fare. Infatti quando ho visto che hanno vinto, sono stato veramente contento perché sono un esempio da seguire e donano, trasmettono un entusiasmo incredibile anche per il loro modo di giocare, la loro esuberanza, il loro essere coraggiosi. E’ uno spot per l’Italia molto bello. Ora tutti faranno a gara a dire “speriamo di beccare l’Atalanta ai sorteggi”, ma solo perché non la conoscono e non sanno a cosa andrebbero incontro». 
 
MESSAGGIA CON CONTE – «Ogni tanto sì. Nelle ultime ore no, non l’ho sentito…». 
 
INTER ELIMINATA – «Per la Juve non cambia niente, se la Juve ha la testa e l’umiltà che ha avuto contro il Leverkusen. Se invece ha la supponenza e un po’ la superficialità, a cominciare chiaramente da me, che ha messo in certe partite non di cartello, allora la Juve rischia. Per questo dico che quella in Germania era una partita nella quale dovevamo dare delle risposte, come gruppo, per capire se veramente vogliamo arrivare a determinati obiettivi. Per arrivarci servono sicuramente tanta qualità e tanta esperienza, però ci vuole anche un gruppo coeso che abbia voglia di soffrire in certi momenti della gara. In Germania gli esempi più belli sono stati Cristiano e “il Pipa” perché in alcuni momenti, soprattutto del primo tempo, nei quali non c’era da guardarsi troppo intorno ed essere troppo riflessivi, Ronaldo e Higuain hanno cominciato a correre indietro per difendere. Per noi è stata una trasmissione di adrenalina ed energia fortissima». 
 
CASO RONALDO – «Con Cristiano ci parlo spesso: quello che deve sapere e non perdere mai di mente è che per noi, essendo un campionissimo, può diventare determinante in quanto ad esempio. Se lui dà determinati esempi, noi diventiamo una squadra 100 volte più forte e contro il Leverkusen nelle difficoltà della partita lui è stato veramente unico e mi ha emozionato. Se si vede uno di 34 anni fare certe cose è chiaro che gli altri di 22-23 anni poi lo seguono e lo imitano. Per questo ho ringraziato lui e anche il Pipa». 
 
SCUSE – «Naaa, ma siamo grandi, dai! Almeno, io non ho bisogno di sentire “scusa”. Io voglio andare in campo e vedere che tutti facciamo lì quello che dobbiamo fare. Quello è il più grande messaggio di rispetto nei confronti della squadra che si possa dare». 
 
DIFFERENZE CAMPIONATO-CHAMPIONS – 
«Si spiega facilmente, la cosa, quando sei una squadra forte composta da tanti campioni: sicuramente la preparazione a certe partite è diversa, e quindi alcune volte paghi dazio. Poi magari, nel nostro caso, il dazio maggiore l’hai pagato con la Lazio, pur in una partita che secondo me è quella giocata meglio nell’ultimo mese: lì proprio gli episodi ci hanno punito, ma alla fine era un susseguirsi di rischi che ci stavamo prendendo negli ultimi tempi. Fino a Roma non l’avevamo pagata cara, invece è successo quando meno ce lo aspettavamo». 
 
FORMAZIONE – «E’ ad un punto in cui nulla le è precluso. A patto che ci convinciamo che per arrivare alla meta occorre mettere tutta la qualità che abbiamo, ma anche entusiasmo e voglia di soffrire, rincorrere, stare uniti anche quando c’è da faticare. Le partite sono diverse e danno motivazioni diverse, ma noi dobbiamo trovare continuità a prescindere». 

fonte: ilbianconero.com