Non solo per le cifre: perché è bloccata la cessione di Miretti al Bologna 

Il trasferimento di Fabio Miretti al Bologna, che sembrava uno dei movimenti più caldi dell’avvio di mercato, ha subito una brusca frenata. Dietro questo stand-by non ci sono soltanto i classici disaccordi sulla valutazione del cartellino, ma una precisa scelta strategica e filosofica imposta dai nuovi vertici societari della Juventus. Lo ha spiegato lo stesso amministratore delegato Giovanni Carnevali intervenuto nelle ultime ore. E qui TuttoSport fa subito notare una differenza importante in casa Juve: alla Continassa si è passati dal silenzio assordante di Damien Comolli, all’empatia e presenza del nuovo Ad biaconero che al primo giorno di mercato già esce allo scoperto su alcune situazioni in entrata e uscita.

La Juventus, per quanto riguarda Miretti, si era posta il traguardo di registrare 13 milioni di euro di plusvalenze entro la giornata di ieri nonché la scadenza del 30 giugno per il bilancio del mese. Sebbene questo obiettivo avrebbe facilitato non poco gli incastri finanziari del club, Carnevali ha chiarito che non doveva trasformarsi in un’ossessione ed è per questo che la società ha deciso di non svendere il giocatore ma farlo, semmai, alle cifre giuste e ritenute adeguate dalla proprietà e dirigenza.

Calciomercato Juve, cosa ha bloccato Miretti al Bologna

La nuova linea guida della Continassa è netta: i calciatori, in particolare i giovani talenti, non verranno svenduti pur di far quadrare i conti in fretta. Questo approccio si applica perfettamente al caso di Miretti, un profilo del 2003 che vanta già l’incredibile traguardo di oltre 100 apparizioni ufficiali con la maglia della Juventus. Da qui la ferma dichiarazione del dirigente: «Crediamo in lui, ha un valore».

Il muro contro muro con il Bologna – si legge sul quotidiano – si è sviluppato intanto sia sulla valutazione economica sia, soprattutto, sulla formula del trasferimento. La Juventus ha fissato il prezzo del centrocampista a 15 milioni di euro. Le divergenze principali riguardano però le modalità dell’operazione. Da una parte gli emiliani spingevano per ottenere il giocatore attraverso un prestito con semplice diritto di riscatto; dall’altra parte lecitamente la Juventus accetta l’addio solo a titolo definitivo o, in alternativa, con la formula del prestito oneroso vincolato all’obbligo di riscatto.

Questa forbice strutturale sta rendendo i negoziati particolarmente complessi e, al momento, la fumata bianca non sembra affatto vicina. La Juventus non ha fretta e preferisce aspettare le condizioni più favorevoli al club, anche perché sullo sfondo la situazione viene monitorata con grande attenzione dagli spagnoli del Villarreal, pronti ad approfittare di un eventuale naufragio definitivo della trattativa sull’asse emiliano. E chissà che alla fine il futuro del centrocampista italiano non possa essere proprio in Spagna, in un periodo storico dove i talenti italiani stanno lasciano il Bel Paese anche nel calcio.