Quanto è costato alla Juve ogni gol di Vlahovic: cifra assurda 

Il sipario calato sull’avventura di Dusan Vlahovic a Torino lascia in dote una scia di riflessioni che vanno ben oltre il semplice aspetto tecnico. Analizzando l’operazione complessiva da un punto di vista puramente economico e statistico, come fa TuttoSport oggi in edicola, emerge un dato finanziario impressionante, quasi insostenibile per i parametri del calcio odierno. Il matrimonio tra il centravanti serbo e la Vecchia Signora si è chiuso con un bilancio numerico che, rapportato agli investimenti societari, assume contorni quasi paradossali: calcolatrice alla mano, ogni singola marcatura messa a segno dall’attaccante è costata alle casse del club la bellezza di 2,6 milioni di euro. Una proporzione fuori da ogni logica di mercato, che fotografa alla perfezione l’enorme sproporzione tra le aspettative iniziali e il rendimento effettivo sul terreno di gioco.

A certificare il parziale fallimento dell’investimento sono i freddi dati accumulati nel corso degli anni passati sotto la Mole. Vlahovic ha collezionato un totale di 168 apparizioni ufficiali in maglia bianconera, arricchite da appena 16 passaggi vincenti e un bottino complessivo di 68 reti. Cifre che da sole spiegano la freddezza con cui la dirigenza ha gestito gli ultimi mesi di rapporto, senza mai mostrare la reale volontà di assecondare le pretese del calciatore. Senza dimenticare che l’investimento totale ha raggiunto cifre clamorosa: ovvero un totale di 180 milioni di euro, tra i 70 versati alla Fiorentina per un totale di 90 con altre spese di contorno e il maxi ingaggio da 7 milioni salito poi a 12.

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Il centravanti, dal canto suo, non ha certo sposato una linea di scetticismo economico o di austerità quando il suo contratto ha iniziato a intravedere la naturale scadenza, tutt’altro. Nei rari e tutt’altro che sereni incontri andati in scena con i vertici societari per ridiscutere l’accordo, l’entourage del giocatore ha mantenuto una posizione rigidissima. A testimonianza di un clima per nulla idilliaco, dietro le quinte è rimbalzata un’indiscrezione pesante legata a una frase pronunciata dallo stesso Dusan che TuttoSport rimarca: “Posso mai guadagnare meno di David?”. Un’uscita infelice che, oltre a irrigidire la società, ha fatto riemergere vecchie crepe e dinamiche tutt’altro che armoniose all’interno dello spogliatoio juventino.

Nel frattempo, in attesa di sviluppi, è rimasto col cerino in mano. Il bomber serbo era infatti convinto che lo status di parametro zero avrebbe scatenato una corsa all’oro tra le principali superpotenze del calcio continentale. La realtà del mercato estivo si sta però rivelando molto più amara. Ad oggi, l’unico club ad aver mosso passi concreti e ufficiali per tesserarlo è il Besiktas, una destinazione che non rappresenta esattamente l’aristocrazia o l’élite della Champions League. Freddezza per il resto da parte di Atlético Madrid, Bayern Monaco e pure dal Barcellona a cui si è offerto.

Nel frattempo, la Juventus ha deciso di voltare pagina in modo definitivo, sbarrando una volta per tutte i cancelli della Continassa a qualsiasi ipotesi di clamoroso dietrofront. A sancire la rottura totale è stato l’amministratore delegato bianconero, Giovanni Carnevali, che ha gelato il giocatore con dichiarazioni perentorie rilasciate a margine degli eventi di Rimini: «Da parte mia non c’è stato alcun contatto diretto con Dusan Vlahovic. Sappiamo tutti che il calcio è imprevedibile e che scenari oggi chiusi potrebbero teoricamente mutare in futuro. Parliamo senz’altro di un profilo di rilievo, ma voglio essere chiaro: nell’immediato e nei nostri attuali piani societari, il suo nome non trova alcuno spazio». Una chiusura netta. Definitiva.