Tutto gira attorno a Dusan Vlahovic. L’intera programmazione, almeno per i prossimi giorni considerato l’ultimatum della Juventus, è in stand-by in attesa di capire quale sarà la decisione conclusiva del serbo. Se la società dovrà cercare un nuovo centravanti titolare o se potrà contare sul bomber ex Fiorentina per la prossima stagione. La situazione è ancora in bilico ma a oggi, sinceramente, e le tempistiche lo dimostrano, tutto pende nettamente più per un addio che per una permanenza con colpo di scena in piena estate.
Tuttavia non tutti i mali vengono per nuocere e c’è un’altra faccia della medaglia da considerare come riporta La Gazzetta dello Sport. L’addio del numero nove, infatti, al netto dell’enorme dispiacere di Luciano Spalletti, garantirebbe infatti un risparmio immediato e a dir poco gigantesco per le casse del club.
Quanto risparmierebbe la Juve senza Vlahovic

Il contratto di Vlahovic scade a fine giugno e i ragionamenti della dirigenza si concentrano proprio sugli effetti fisiologici delle scadenze contrattuali. Nel bilancio della Juventus, il solo calciatore serbo ha un impatto clamoroso: pesa circa 40 milioni di euro all’anno se si sommano la quota relativa allo stipendio e quella dell’ammortamento del cartellino.
Qualora le parti non dovessero trovare un punto d’incontro per il prolungamento, provocando l’addio dell’attaccante, l’intera cifra verrebbe immediatamente depennata dai costi societari. Anche nel caso in cui si optasse in extremis per un rinnovo al ribasso, la Juventus stima comunque di ottenere un beneficio finanziario notevole, quantificabile tra i 25 e i 30 milioni di euro.
Calciomercato Juve, tesoretto ricavato da… Vlahovic?

L’eventuale rinuncia a Vlahovic si inserisce all’interno di una più ampia e rigorosa politica di spending review. Sommando la sua situazione a quella degli altri calciatori destinati all’addio, la Juventus prevede di abbassare in modo sensibile il livello complessivo dei propri costi strutturali nel 2026-27, con una riduzione stimata tra il 5% e il 10% rispetto ai livelli attuali.
L’andamento della spesa bianconera mostra un trend in netto calo. L’esercizio corrente si chiuderà con un monte spese totale di 350-360 milioni di euro (voce che include gli stipendi dei tesserati, gli ammortamenti, i prestiti e le commissioni destinate agli agenti). Questo dato certifica già una discesa di circa 30 milioni rispetto alla stagione 2024-25. Le nuove e repentine azioni di risparmio pianificate per la prossima stagione mirano a un ulteriore taglio di altri 30 milioni di euro, che permetterebbe alla Juventus di scendere fino a una quota complessiva di 320-330 milioni.
Un risparmio di tale portata solleva spontaneamente una domanda tra i tifosi: questo enorme tesoretto potrebbe essere interamente riutilizzato per finanziare la nuova campagna acquisti in entrata? La risposta degli esperti di finanza legati al club invita alla prudenza. Un certo margine di manovra per muoversi sul mercato dei sostituti indubbiamente c’è, ma a un patto rigidissimo: la Juventus non dovrà bruciare del tutto il risparmio generato dall’addio di Vlahović. Il punto di equilibrio finale per la gestione della società impone che una parte cospicua di quei 40 milioni rimanga saldamente all’interno delle casse del club per sanare i conti, rendendo di fatto impossibile reinvestire l’intera cifra su un unico profilo.