Un boato fragoroso trafigge l’aria dell’Allianz Stadium al tramonto di un incontro sul filo del rasoio, capovolgendo una narrazione che pareva già scritta. Quando la zampata aerea di Federico Gatti ha incocciato il pallone servito dall’asse d’attacco, la contesa contro il Milan ha preso una piega del tutto inaspettata, strappando dalle grinfie della sconfitta un punto dal peso specifico gigantesco per il gruppo guidato da Luciano Spalletti.
Il paradosso che sta caratterizzando la prima fase della stagione sabauda risiede proprio nell’identità dei suoi protagonisti più decisivi. Gli uomini chiave di queste prime uscite non corrispondono ai profili destinati alla copertina nei piani estivi della dirigenza, bensì a quei calciatori considerati sacrificabili o sulla via della cessione soltanto fino a poche settimane fa. Se il debutto aveva visto Gleison Bremer vestire i panni del trascinatore, e la sfida contro il Parma aveva registrato il contributo fondamentale delle giocate di Nico Gonzalez, la notte con i rossoneri ha incoronato Gatti in gol su assist di Teun Koopmeiners.
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Tutti elementi con la valigia pronta durante la finestra dei trasferimenti: l’argentino sembrava destinato alla corte di Diego Simeone, il centrocampista olandese ha rispedito al mittente una ricca proposta proveniente dal campionato arabo e lo stesso Gatti era finito nei radar del Napoli su indicazione del suo vecchio mentore Massimiliano Allegri.
Questo blocco di elementi considerati marginali sta di fatto puntellando le strutture della squadra in attesa che la prima linea trovi il giusto passo. Il reparto d’attacco evidenzia infatti un evidente affanno, a partire da un Randal Kolo Muani apparso ancora privo della necessaria lucidità negli ultimi sedici metri. Pur battendosi su ogni pallone, il centravanti transalpino non è ancora riuscito a lasciare il segno nei tabellini, incassando comunque il sostegno e le sollecitazioni della guida tecnica.
A complicare la situazione concorrono poi i tempi di recupero dei singoli: Kenan Yildiz rimarrà lontano dai campi a lungo a causa di una noiosa lesione fisica che lo restituirà alla causa soltanto dopo la pausa autunnale. Sul fronte dei giovani, l’esordio dal primo minuto del diciottenne Kerim Alajbegovic ha mostrato sprazzi di personalità mescolati a un’inevitabile timidezza, mentre la sorte continua a voltare le spalle a Francisco Conceiçao, frenato dal secondo legno stagionale dopo quello centrato al debutto.
In un contesto segnato da rotazioni obbligate e automatismi ancora da perfezionare, la reazione di pancia degli uomini meno attesi rappresenta la vera polizza d’assicurazione per il prosieguo del campionato come sottolinea oggi La Gazzetta dello Sport. La grinta mostrata sotto la curva dal difensore azzurro al momento del gol riassume perfettamente lo spirito di rivalsa di un gruppo capace di andare oltre le difficoltà di mercato e di campo, trasformando le presunte seconde linee nelle colonne portanti del nuovo corso torinese.