Il progetto basato esclusivamente su algoritmi e fredde statistiche è già giunto al capolinea in casa Juventus. Il fallimento della gestione legata ai puri numeri ha portato alla rottura definitiva: l’avventura di Damien Comolli a Torino si conclude dopo appena un anno, lasciando spazio a un ribaltone societario che promette di ridisegnare non solo l’organigramma, ma anche le strategie di mercato, a partire dal futuro dell’attacco.
Dietro questo scossone c’è la presa di posizione della proprietà. John Elkann in particolare ha preso atto dell’impossibilità di far coesistere due visioni del calcio totalmente opposte: quella dell’amministratore delegato uscente e quella di Luciano Spalletti. Tra i due l’empatia non è mai scattata e, di fronte a un bivio, il club ha scelto di blindare il proprio allenatore, ormai diventato il fulcro tecnico intorno a cui costruire l’immediato futuro.
Rivoluzione Juventus, inizia l’era Carnevali
Per raccogliere l’eredità di Comolli, la scelta è ricaduta su Giovanni Carnevali. Si tratta di un cambio di filosofia radicale: si passa infatti dal dogma dei dati a una gestione più tradizionale, fatta di contatti diretti, diplomazia e profonda conoscenza delle dinamiche del calcio italiano. E a differenza del distacco mostrato dalla precedente dirigenza, il nuovo dirigente è uomo di campo, capace di fare da collante tra la squadra e i piani alti. L’isolamento di Comolli, che aveva ormai interrotto i canali di comunicazione anche con figure di riferimento interne come Giorgio Chiellini, aveva reso le sue dimissioni l’unica conclusione inevitabile di una rivoluzione mai realmente decollata.
Calciomercato Juve, si riapre la pista Vlahovic?
La crisi interna era esplosa soprattutto a causa delle prime, rigide risposte negative arrivate sul fronte del calciomercato. Spalletti aveva espresso forte preoccupazione per la gestione del reparto offensivo, specialmente alla luce dei tempi di recupero non brevi di Dusan Vlahovic. Il tecnico toscano aveva chiesto garanzie e un innesto di peso per non farsi trovare impreparato all’inizio della stagione, una richiesta inizialmente congelata dalla vecchia gestione.
Ora, con l’insediamento del nuovo assetto dirigenziale, i piani cambiano: il dossier relativo al bomber serbo torna in cima alle priorità come svela La Gazzetta dello Sport oggi in edicola, parallelamente a operazioni calde che vedono il club muoversi con decisione anche per rinforzare la difesa, dove si registra la forte vicinanza del giovane Tarik Muharemovic. La Juventus saluta il “governo tecnico” e si affida nuovamente all’esperienza e al pragmatismo per risalire la china. A partire dai nuovi contatti che verranno avviati con l’entourage di Vlahovic, senza ancora un accordo altrove, per capire se vi saranno margini per risanare una frattura caratterizzata soprattutto dalla presenza di un Comolli pronto a dimettersi.