Il dopo-Fiorentina ha ufficialmente aperto la resa dei conti in casa Juventus. Il pass per la Champions League è ormai un miraggio lontano, e sebbene l’ambiente provi a fare quadrato in vista del Derby della Mole, l’attenzione è interamente catalizzata dalle grandi manovre societarie. La palla avvelenata è passata nelle mani di John Elkann, chiamato a risolvere un cortocircuito interno non più sostenibile. La linea tracciata dalla proprietà della Continassa è netta: Luciano Spalletti resta saldamente al centro del progetto, mentre l’amministratore delegato Damien Comolli rischia seriamente il posto. A confermarlo è anche La Gazzetta dello Sport di oggi.
Futuro Spalletti: tecnico confermato alla Juve

La posizione dell’allenatore di Certaldo non è in discussione. Nonostante i cattivi pensieri che hanno inevitabilmente tormentato il tecnico dopo il crollo di domenica scorsa, come l’ipotesi esonero Juve o dimissioni, John Elkann ha già deciso di puntare sulla continuità aziendale e di affidargli le chiavi della ricostruzione.
Già lunedì andrà in scena il faccia a faccia decisivo tra il numero uno di Exor e l’allenatore. Spalletti vuole garanzie e cercherà di capire in quale direzione intenda muoversi il club, ben consapevole che il prossimo dovrà essere l’anno in cui la Juventus sarà chiamata a lottare concretamente per lo scudetto dopo anni di inaccettabili passaggi a vuoto. Prima del mercato, però, il tecnico toscano chiederà un “voto di fiducia” e risposte d’orgoglio ai suoi calciatori nel derby, così da capire anche chi sarà davvero meritevole di una conferma o meno per il prossimo anno.
Bivio Comolli: da cosa dipenderà il suo futuro alla Juve
Se per la panchina i dubbi sono azzerati, la vera tempesta si addensa sulla testa di Damien Comolli. L’amministratore delegato, arrivato a Torino solo lo scorso giugno proprio per volere diretto di Elkann, si trova oggi a un bivio clamoroso. Fa specie pensare che, dopo appena un anno, possa essere lo stesso Ingegnere a decretare la fine della sua esperienza sotto la Mole, ma la riflessione ai vertici è ormai aperta.
Il futuro dell’ad francese dipenderà essenzialmente da tre fattori chiave:
- L’incompatibilità caratteriale con l’allenatore: è il segreto di Pulcinella della Continassa. Spalletti e Comolli semplicemente non si prendono. Una convivenza forzata tra due personalità così forti rischia di minare alla base la programmazione della prossima stagione.
- La pianificazione del mercato: martedì è previsto il summit decisivo tra Elkann e la dirigenza. Comolli sta continuando a lavorare senza sosta sulle prossime strategie e sulle manovre finanziarie per mitigare l’assenza degli introiti Champions. Se i suoi piani non coincideranno al millimetro con le richieste di Spalletti (che pretende profili pronti e di forte personalità per eliminare le prigioni mentali della squadra), la rottura sarà inevitabile.
- I tempi della rivoluzione: la decisione sul ribaltone societario è imminente, ma il verdetto finale — e la conseguente rivoluzione nei quadri dirigenti — potrebbe anche slittare di qualche mese per non bloccare l’inizio formale della sessione estiva di calciomercato.
La partita della Juventus è ufficialmente ai supplementari e mancano pochissimi giorni prima del verdetto definitivo. Questione di ore, poi si arriverà ai calci di rigore: l’assegnazione dei pieni poteri a Spalletti sembra ormai l’unica via per far ripartire il mondo bianconero. In attesa di Torino-Juventus che farà ulteriore chiarezza sugli scenari futuri, in un senso o nell’altro.