Vlahovic deluso, voleva essere capitano Juve: il retroscena

Il tormentato addio di Dusan Vlahovic alla Juventus continua ad arricchirsi di dettagli e retroscena che spiegano come il legame tra l’attaccante serbo e l’ambiente bianconero si sia logorato ben oltre le semplici questioni contrattuali. Dietro alla decisione di non rinnovare il contratto e di salutare Torino a parametro zero si celano profonde incomprensioni di spogliatoio e, soprattutto, una forte delusione personale legata ai mancati riconoscimenti gerarchici all’interno della squadra.

Retroscena Vlahovic e la fascia da capitano Juve

Calciomercato Juve, retroscena Vlahovic
Calciomercato Juve, retroscena Vlahovic

Tra i motivi che avrebbero maggiormente ferito l’orgoglio del numero nove c’è la gestione della fascia da capitano come raccontato da TuttoSport. Vlahović nutriva la forte speranza di essere investito di questo ruolo, considerandola una naturale conseguenza non soltanto degli anni trascorsi a Torino, ma anche del suo peso specifico all’interno della rosa.

Le decisioni della società e della guida tecnica sono andate però in una direzione completamente opposta, tracciando una gerarchia che ha visto scavalcarlo da diversi compagni. Davanti al bomber serbo sono stati infatti preferiti, nell’ordine, Manuel Locatelli, Gleison Bremer e il giovane Kenan Yıldız. Una scala gerarchica che il centravanti ha interpretato come una vera e prima bocciatura, accelerando i pensieri d’addio.

Tensioni Vlahovic nello spogliatoio: cosa emerge

Calciomercato Juve, novità sul futuro di Vlahovic

Il clima attorno al calciatore all’interno della Continassa però non era dei più sereni. Sebbene una fetta del gruppo fosse legata a lui, all’interno dello spogliatoio si era creata una spaccatura: a una parte del collettivo non piacevano alcuni suoi comportamenti considerati troppo teatrali in campo e certi tentativi di imporre una leadership ritenuta eccessiva. A pesare sull’armonia del gruppo è stato inevitabilmente anche il suo faraonico stipendio, nettamente fuori dai parametri societari, che col tempo ha inevitabilmente alimentato malumori, invidie e gelosie interne.

Anche la tifoseria bianconera si ritrova oggi profondamente spaccata sul giudizio da dare all’avventura del serbo a Torino. Su di lui ha pesato come un macigno la valutazione monstre del gennaio 2022: un costo del cartellino e un ingaggio così elevati da far schizzare le aspettative a livelli difficilmente raggiungibili. Vlahović si è dimostrato un ottimo attaccante, ma non abbastanza da giustificare le pretese economiche per il rinnovo, che prevedevano 8 milioni netti l’anno più commissioni e un ricco bonus alla firma. Capitolo chiuso dunque. Con Luciano Spalletti che ha già un piano sul come sostituirlo.