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Inchiesta plusvalenze Juve, cosa rischiano i bianconeri: 2 ipotesi

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Inchiesta plusvalenze Juve – Se John Elkann ha sottolineato martedì come la Juventus avrebbe collaborato con gli inquirenti («Sono fiducioso nell’operato della magistratura», così il presidente e amministratore delegato Exor), altrettanto non è capitato con due ex dirigenti bianconeri. Ieri è stato il turno di Marco Re, che non è tra i destinatari delle perquisizioni, e Stefano Bertola, convocati in Procura per essere interrogati in merito all’indagine avviata su plusvalenze considerate sospette.

Entrambi hanno dichiarato di voler avvalersi della possibilità di non rispondere, e per i due ha parlato l’avvocato Luigi Chiappero, loro legale: «Le questioni in discussione sono di carattere tecnico e necessitano di una riflessione. Nel 2015 la normativa è cambiata. La valutazione, in sé, non è reato: c’è grande discrezionalità. Se ci sono risposte da dare, dobbiamo prima conoscere il contenuto delle contestazioni. Per ora non lo conosciamo».

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E salta anche l’audizione di Cesare Gabasio: la Juventus lo ha infatti indicato come procuratore e legale rappresentante nell’ambito della chiamata in responsabilità. Per questo motivo Gabasio dovrà essere affiancato da un avvocato per poter essere ascoltato come testimone. Nel frattempo, a proposito di valutazioni – uno degli aspetti delicati dell’inchiesta -, la Procura di Torino sarebbe intenzionata ad affidare a un esperto di bilanci il compito di analizzare il corretto valore delle poste e di una loro eventuale modifica.

L’indagine della magistratura ordinaria è seguita con interesse da quella sportiva, che entrerà in azione quando potrà avere accesso agli atti torinesi. Cominciano comunque a circolare alcune ipotesi tra gli esperti in materia, a partire dai tempi richiesti dal lavoro che attende il procuratore federale Giuseppe Chinè.

È ipotizzabile che il magistrato vorrà concludere la propria inchiesta entro la fine del campionato, visti anche i tempi più veloci richiesti a livello sportivo: sessanta giorni più altri sessanta in caso di proroghe. Un lavoro che potrebbe partire su una parte degli atti torinesi, prima di una chiusura delle indagini che consentirebbe di avere a disposizione tutte le carte, aspetto che consentirebbe di aprire un nuovo procedimento.

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fonte: tuttosport.com

Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli studi di Torino. Dopo varie esperienze lavorative nell'ambito giornalistico, mi sono specializzato in quello sportivo e in particolare con il portale Calcioj.com. Da sempre pratico sport con una passione particolare per il calcio e la bici. Occhio sempre vigile sull'evoluzione dell'informazione.