La convivenza forzata tra la dirigenza e lo staff tecnico della Juventus è ufficialmente giunta al capolinea, lasciando spazio a un divorzio inevitabile dopo un’annata trascorsa tra tensioni costanti e incomprensioni insanabili. Il ribaltone societario che vede l’uscita di scena dell’amministratore delegato affonda le sue radici in un rapporto mai decollato con Luciano Spalletti, logorato da divergenze strategiche profonde e da una totale asimmetria di vedute sulla gestione quotidiana e sportiva della Continassa.
Il fulcro del disaccordo tecnico è legato alle ultime sessioni di mercato. Spalletti ha apertamente imputato al manager francese la gestione fallimentare delle trattative del 2025, un’estate trascorsa a inseguire lungamente il miraggio Kolo Muani e conclusasi con gli innesti di Loïs Openda e Jonathan David, rivelatisi veri e propri equivoci tattici sul campo.
Il clima di freddezza è peggiorato drasticamente durante la finestra invernale di riparazione. A gennaio, di fronte alle richieste del tecnico di ricevere un nuovo rinforzo per il reparto avanzato, la dirigenza non solo ha congelato gli ingressi, ma ha persino interrotto i dialoghi per il rinnovo contrattuale di Dusan Vlahovic.
Addio Comolli: i retroscena del Corriere della Sera
La frattura definitiva, svelata dal Corriere della Sera, si è consumata in pubblico e davanti ai massimi vertici della proprietà. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una pesantissima lite avvenuta sotto gli occhi di John Elkann: in quell’occasione, l’allenatore toscano ha accusato apertamente Comolli di aver fatto sfumare l’acquisto del portiere Alisson. L’operazione con l’estremo difensore brasiliano era stata impostata e caldeggiata dallo stesso Spalletti, forte della passata esperienza comune ai tempi della Roma, ma anche in quella circostanza la trattativa è evaporata nel nulla.
I segnali di un distacco totale erano d’altronde già evidenti agli occhi dei più attenti. Durante la recente commemorazione per le vittime dell’Heysel, uno scatto fotografico ha immortalato i due protagonisti mentre guardavano in direzioni diametralmente opposte: un’immagine – sottolinea il giornale – che diventata l’emblema del gelo e della reciproca insofferenza all’interno del club.
Tensioni Comolli-Spalletti: l’invadenza della moglie dell’Ad
A complicare ulteriormente il quadro e a minare la serenità dell’ambiente è subentrato anche un delicato retroscena legato alla sfera privata dell’ex amministratore delegato. Spalletti ha mal tollerato sin da subito la costante presenza e l’eccessiva invadenza della consorte di Comolli, la signora Selinay Gurgenc.
La sua figura è stata descritta come una presenza fissa non soltanto a bordocampo nei momenti antecedenti alle partite, ma persino in aree dello stadio tradizionalmente blindate ed esclusivamente riservate ai calciatori e allo staff tecnico. Un’ingerenza che l’allenatore ha vissuto come una violazione dei propri spazi e della sacralità dello spogliatoio, accelerando così la fine dell’era Comolli a Torino. E così si è arrivati a un punto di non ritorno, con Comolli pronto a dimettersi e Giovanni Carnevali già pronto a raccogliere la pesantissima eredità juventina.