Nella storia del calciomercato della Juventus ci sono storie d’amore mai sbocciate, ma quella con Jorge Andrade resta senza dubbio una delle più sfortunate e dolorose di sempre. Arrivato a Torino nell’estate del 2007 con la fama di difensore centrale roccioso, elegante e di carisma internazionale, il portoghese ha visto la sua carriera letteralmente demolita da una serie di gravissimi e consecutivi infortuni alle ginocchia. A distanza di anni, il ricordo di quell’investimento da 10 milioni di euro evoca ancora un grande senso di rammarico sia nei tifosi bianconeri che nello stesso ex calciatore, la cui parabola agonistica si è interrotta troppo presto.
Jorge Andrade, calvario alla Juventus: quattro partite in due anni
Dopo l’ottima parentesi al Deportivo La Coruña (nonostante un primo campanello d’allarme nel 2006 con la rottura del tendine rotuleo), la Juventus neoeletta in Serie A dopo l’anno di transizione punta su di lui per blindare la difesa. L’impatto con il calcio italiano, però, si trasforma subito in un incubo:
- 23 settembre 2007 (Roma-Juventus 2-2): Al 9º minuto del secondo tempo, il ginocchio sinistro cede di schianto. La diagnosi è impietosa: rottura totale della rotula.
- Il valzer delle operazioni: viene operato prima a Marsiglia e poi a Cascais, vicino a Lisbona. Il rientro, inizialmente previsto per gennaio, slitta continuamente, costringendolo a saltare l’intera stagione e gli Europei del 2008. La sua prima annata si chiude con appena 4 presenze.
- La ricaduta a Pinzolo: durante il ritiro estivo del luglio 2008, nel momento del tanto atteso rientro, la rotula cede per la seconda volta. Altro intervento chirurgico e un intero anno passato in infermeria.
L’8 aprile 2009, preso atto dell’impossibilità di un recupero per il calcio ad alti livelli, la Juventus e Andrade firmano la rescissione consensuale del contratto. Il difensore proverà in seguito a rimettersi in gioco con dei provini in Brasile, Inghilterra e Stati Uniti, ma senza successo, decidendo di appendere gli scarpini al chiodo ad appena 32 anni.
I ricordi di Jorge sulla Juve: l’impero bianconero e l’11 settembre
In una recente intervista, Andrade ha ripercorso le tappe della sua carriera, a partire dall’eredità del padre Manuel (ex calciatore dell’Estrella da Amadora che dovette lasciare lo sport per mantenere la famiglia) fino all’emozione di incrociare la Juventus sul campo da avversario prima del suo sbarco a Torino: «La mia prima volta contro la Juve era fissata per la sera del 12 settembre 2001: era Porto-Juventus di Champions. Poi accadde l’imprevedibile: l’attacco alle Torri Gemelle, la tragedia di New York. La gara fu giustamente rimandata di un mese e finì 0-0. Al ritorno a Torino perdemmo 3-1 contro campioni del calibro di Del Piero, Montero e Trezeguet. Per me fu un’emozione incredibile sfidare quel club.»
Cosa fa oggi Jorge Andrade?
Dopo il prematuro ritiro dal calcio giocato, Jorge Andrade non ha voluto abbandonare definitivamente il mondo dello sport, pur reinventandosi lontano dal rettangolo verde. Oggi Andrade lavora stabilmente come opinionista e commentatore televisivo per emittenti portoghesi, dove analizza le partite di campionato e delle coppe europee con la competenza di chi ha calcato i campi più prestigiosi d’Europa. Inoltre sembrava avesse intrapreso il percorso da allenatore, guidando diverse realtà nelle serie minori portoghesi (tra cui l’Oriental e l’Atletico CP) fino ad essere il vice del Vitoria Setubal nel 2019: da allora, più nulla in campo. Si è trasferito definitivamente negli studi televisivi.