Kolo Muani non segna ma non è preoccupante: lo dice un dato 

Un pizzico di scetticismo sta comprensibilmente iniziando ad aleggiare attorno all’avvio di stagione dell’attacco bianconero, soprattutto considerando la fame di gol che solitamente accompagna gli acquisti da 50 milioni di euro. Se da una parte la batteria dei trequartisti ha già trovato acuti importanti, il centravanti transalpino Randal Kolo Muani rimane ancora a secco nel tabellino dei marcatori dopo i primi centottanta minuti di campionato. Un digiuno che rischia di spalancare le porte a un precoce pessimismo, ma che nei fatti non trova alcun fondamento nelle analisi numeriche del campo.

Luciano Spalletti, che ha caldeggiato in prima persona il riscatto a titolo definitivo del centravanti francese dal Paris Saint-Germain, osserva l’evoluzione delle prestazioni del suo nove con incrollabile serenità. Non si tratta di una fiducia cieca o di un semplice attestato di stima a beneficio della stampa, bensì di una valutazione poggiata su parametri oggettivi che testimoniano la bontà del lavoro svolto dall’ex punta del PSG. L’assenza della marcatura personale appare infatti un mero dettaglio contingente, dettato più dall’ansia da prestazione e dall’eccessiva frenesia di chi vuole spaccare il mondo che da difetti di natura tattica o atletica.

Perché l’astinenza di Kolo Muani non deve preoccupare

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Verso Juventus-Milan aspettando Kolo Muani

A fuga di ogni perplessità arrivano le rilevazioni analitiche delle prime due giornate, riportate da TuttoSport oggi in edicola, che premiano ampiamente la presenza del francese nella manovra offensiva. Su un totale di sette conclusioni scagliate verso la porta avversaria, il centravanti sabaudo ha generato un indice di gol attesi (xG) pari a 1.33, a dimostrazione di quanto le sue occasioni siano state nitide e pericolose. A questo si aggiunge un altro valore di capitale importanza: i sedici palloni lavorati dentro l’area di rigore dei rivali, un dato che lo colloca sullo stesso livello dei più performanti terminali d’attacco dello scenario continentale.

L’interpretazione di questo set di dati è chiarissima. La punta transalpina partecipa attivamente al gioco, occupa l’area con i tempi giusti e si trova esattamente dove lo schieramento tattico di Spalletti richiede che sia. La manovra sviluppata dalla squadra funziona e produce i presupposti ideali per far male; il cortocircuito attuale si verifica esclusivamente nell’istante decisivo del tiro, dove la troppa voglia di lasciare il segno porta a forzare la giocata o a smarrire la necessaria lucidità.

La ricetta della guida tecnica torinese per risolvere l’impasse non prevede bocciature o cambi di gerarchia, bensì una conferma totale della fiducia. Spalletti sa bene che per un attaccante di razza non c’è medicina migliore della continuità d’impiego per ritrovare la freddezza dei giorni migliori. Con l’imminente incontro di cartello contro il Milan all’orizzonte, l’attaccante francese ha l’occasione ideale per trasformare la mole di lavoro generata nella sua prima, pesante esultanza della stagione. E i bookmakers ci credono parecchio: segnerà alla 3a giornata.